Assocarni

Comunicati ed eventi

Sfondo inizio fine
sabato 25 novembre 2017
Testata
Rss
Home » Comunicati ed eventi » lettura Comunicati ed eventi
About us

Cerca

Footer menu notizie
CARNI SOSTENIBILI
CONVEGNO BEEF QUALITY TRA PERCEZIONE E REALTA'
VADEMECUM ETICHETTATURA
La carne bovina nella gastronomia italiana
Software utility

Per usufruire dei contenuti del sito scarica:

Acrobat Winzip Winrar

Footer menu notizie
Area Riservata
recupera password
Comunicati ed eventi
mer 18 dic, 2013
APPUNTAMENTO CON ASSOCARNI: NATALE A TAVOLA. RINUNCIAMO AGLI SPRECHI, NON ALLE TRADIZIONI
Newsletter dell'Unione Nazionale Consumatori

Natale è alle porte e in molti si trovano con un dilemma: rinunciare ai menù tradizionali, generalmente a base di carne e pesce, o concedersi il piacere di vedere sulla propria tavola capponi, carni ovine, brasati e altri piatti tipici della tradizione italiana. Ma perché, oggi, ci si ritrova con questo dubbio? Per l’imperversare della crisi economica, che obbliga sempre più persone a farsi due calcoli in più, anche e soprattutto a Natale. Una crisi di cui ormai sentiamo parlare in ogni dove, forse anche laddove non c’è, ma che ci dice una cosa importante: costa più lo spreco di un menù soddisfacente.

Negli anni scorsi abbiamo tutti avuto modo di notare come, immuni all’idea di vivere la crisi, le famiglie del Belpaese non si siano fatti troppi scrupoli a gettare nel cassonetto enormi quantità di cibo, carne inclusa. Oggi, però, in tempi di maggiori ristrettezze la domanda sorge spontanea: non è forse riducendo gli sprechi, invece che rinunciando alla carne e alle ricette natalizie, che possiamo minimizzare le nostre spese eccessive e, contemporaneamente, il nostro impatto sull’ambiente?

La risposta è sì, soprattutto se si considerano i numeri di uno sperpero francamente inaccettabile. Basti pensare che, in un mondo in cui secondo le stime della FAO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) il 12,5% dei sette miliardi di persone che popolano il nostro pianeta è sottonutrito (in altre parole, quasi un miliardo di individui non ha di che sfamarsi), solo noi Italiani buttiamo via ogni anno cibo per un valore di 18 miliardi di euro.

Gli sprechi di cibo crescono anche in tempi di crisi economica. Secondo una recente ricerca dell’Università di Milano, "Dar da mangiare agli affamati. Le eccedenze alimentari come opportunità" di Garrone P., Melacini M., Perego A. (2012, Guerini e Associati, Milano), lo spreco di alimenti in Italia rappresenta il 17% dei consumi annui. Una bella quantità in un Paese in cui il costo della vita sembra all’apice delle preoccupazioni di molti. E uno spreco enorme, che lascia ancora più perplessi se si traduce in valori nutritivi: questi quantitativi di rifiuti commestibili, infatti, sarebbero sufficienti a sfamare l’intera popolazione del Ruanda.

"I dati per il nostro Paese sono choccanti" afferma Andrea Segrè, presidente di Last Minute Market e preside della facoltà di Agraria presso l'Università di Bologna, durante un’intervista del quotidiano La Stampa: “Lo testimoniano rilevazioni aggiornate del nostro Osservatorio Waste Watcher: lo spreco alimentare rappresenta addirittura l’1,19% del Pil (circa 18,5 miliardi riferiti al 2011). Una stima della quale 'soltanto' lo 0,23% si colloca nella filiera di produzione (agricoltura), trasformazione (industria alimentare), distribuzione (grande e piccola) e ristorazione (collettiva), mentre il resto è tutto a livello domestico e rappresenta lo 0,96% del Pil”.

In pochi sanno che, nonostante il processo di demonizzazione in corso ormai da anni, la filiera della carne è in questo senso la più virtuosa. La produzione e il consumo di carne, infatti, generano una quantità di scarti (cibo commestibile "perso" nella filiera produttiva) e rifiuti (cibo buttato una volta immesso sul mercato) più che dimezzata rispetto a frutta e verdura, e pari quasi alla metà dei rifiuti prodotti dalla filiera dei cereali. Scarti che, come accennato da Segrè, nonostante gli sforzi di ridurre l’impatto ambientale di questo settore, sono dovuti prevalentemente alla fase di consumo finale.

I prodotti alimentari più sprecati, in effetti, sono quelli di origine vegetale. Anche se oggi i consumatori troppo spesso di corsa acquistano l’insalata in busta (cd 4 gamma) che costa 10/12 euro/kg, quindi molto di più della carne se si tiene conto del diverso valore nutrizionale. Al contrario, ci si guarda generalmente bene dallo sprecare i prodotti di origine animale (carne, pesce, latte), indipendentemente dal loro prezzo. Un fatto, questo, probabilmente legato anche al valore sociale e culturale percepito da secoli per questi alimenti.
Lo spreco miliardario di cibo a cui assistiamo, insomma, è dovuto soprattutto alle nostre abitudini, ai nostri stili di vita, alla nostra disattenzione. Pensiamoci, quando andiamo a preparare il menù di Natale, festività che ci dovrebbe ricordare come sia più grave, irrispettoso ed insostenibile avere un miliardo di persone senza cibo, al mondo, che non il mangiare un po’ di carne durante le Feste.

Fonte: Unione Nazionale Consumatori 18 dicembre 2013

Footer centrale

© Copyright - Tutti i diritti riservati - Privacy | Disclaimer | Assocarni - Piazza di Spagna, 35 - 00187 ROMA - Codice Fiscale: 01353200924
Sito fruibile da utenti non vedenti

Testi, dati ed informazioni pubblicati sul sito Assocarni sono controllati con la massima attenzione. Nessuna responsabilità può essere imputata a Assocarni per i danni che dovessero derivare ai visitatori a causa di eventuali errori ed omissioni. L'Assocarni inoltre declina ogni responsabilità per eventuali danni derivanti dal malfunzionamento del sito per cause tecniche. Il contenuto del presente sito, comprensivo di tutte le informazioni, i dati, i documenti, le banche dati, nonché la parte grafica è da intendersi protetto da copyright se non diversamente indicato. Tutto il materiale presente nel sito non potrà essere adoperato da terzi senza esplicita autorizzazione scritta da richiedere a Assocarni. Le opinioni e le interpretazioni espresse nei documenti elaborati da Assocarni sono il frutto di studi condotti dall'Associazione, aggiornati al momento della loro data, e non esonerano gli utenti dal valutare, alla luce degli elementi che connotano le concrete situazioni e delle possibili difformi interpretazioni ufficiali o pronunce giurisprudenziali, se e come utilizzarle e applicarle. L'Assocarni declina ogni responsabilità rispetto ad un utilizzo improprio del materiale contenuto nel sito. Il sito contiene collegamenti ad altri siti che non sono sotto il controllo di Assocarni. L'Associazione non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei siti collegati, per l'eventuale cessazione o modifica delle attività dei siti, segnalati solo a scopo indicativo, nonché per qualsiasi controversia direttamente o indirettamente collegata ai contenuti dei siti e per i danni che ne possano derivare.
- Inizio della pagina -
Il progetto Assocarni è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it