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Comunicati ed eventi
ven 15 nov, 2013
Mc Pianeta
fonte: La Stampa

Nelle scorse settimane ho cercato di raccontare come, in una dieta equilibrata, ci sia posto per tutti gli alimenti, sia dal punto di vista nutrizionale che da quello ambientale.

Tra gli esercizi che ho voluto fare per rendere immediatamente comprensibile l’affermazione, ho provato ad effettuare un po’ di calcoli usando le informazioni che la rete ci rende disponibili per affrontare un argomento tra i più dibattuti e criticati: i menù dei fast food. La domanda che mi sono fatto è: quanto pesa dal punto di vista nutrizionale l’hamburger in un menù? Ho preso ad esempio il menù più semplice, composto da:
- 1 panino a scelta (hamburger)= 255 Kcal
- 1 porzione di patate fritte (porzione media) = 340 kcal
- 1 bevanda a scelta (Coca Cola media) = 170 kcal
per un totale di 765 kilo calorie. Al di là delle immediate conclusioni (le patatine fritte sono l’alimento più calorico del menù), noto che il panino rappresenta poco più del 30% delle Kcal del menù. Ma lo stesso è costituito da: hamburger di carne 100% bovina, cetriolo, cipolle, senape e ketchup.

Tuttavia se scorporo ulteriormente i dati in questo panino, l’hamburger di carne bovina risulta essere di 44,5 gr (grassi 19-20% = 8 gr, proteine 20-21%= 8,9 gr, umidità 58-60%). Significa che la sola carne apporta poco più di 120 calorie, meno della metà dell’intero panino.

Pertanto, dal punto di vista nutrizionale, se si consumasse solo il panino e, al posto di patatine fritte e bibita gassata, lo si accompagnasse con un’insalata e dell’acqua minerale, l’apporto calorico sarebbe davvero minimo.

La cosa è così evidente che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato come la maggior parte cibi reclamizzati, ricchi di grassi saturi, zuccheri e sale siano uno dei fattori di rischio per l’obesità infantile e altre malattie croniche legate alla dieta. Al top le bibite zuccherate tipo soft-drink, cereali zuccherati per colazione, biscotti, snack, dolciumi, piatti pronti e menu dei fast food.

Detto ciò, non significa che non sia comunque necessario consumare carne in maniera corretta, mantenendone il consumo all’interno dei consigli di una dieta mediterranea equilibrata. Ma vanno evitati tanto gli eccessi quanto i proclami qualunquistici, frasi fatte del tipo: “per salvare il pianeta non bisogna consumare la carne”; o ancora “i grandi allevamenti di bestiame inquinano, consumano acqua e riscaldano il pianeta”.

Purtroppo stiamo dimenticando le poche regole basilari che ci insegnano fin dalle scuole elementari: tutti i cibi richiedono porzioni, frequenze e modalità di consumo differenti, in rapporto all’età e al dispendio energetico. Con alcuni cibi, tra cui le carni, bisogna prestare più attenzione, ma tutti gli alimenti concorrono alla varietà e alla completezza della dieta.

In sintesi, se non per scelte etiche, che ciascuno liberamente decide di compiere, non ci sono motivi né di salute né ambientali per eliminare una alimento dalla propria dieta. Una volta di più vale l’insegnamento di Paracelso: “è la dose che fa il veleno”.

Fonte: La Stampa 15 novembre 2013

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